Mirto Rosso Yudu Distillerie Lussurgesi Santu Lussurgiu

32,00

Liquore Di Mirto Rosso Yudu  50cl.  32vol.

4 disponibili

COD: 314 Categoria:

Descrizione

Il mirto sardo artigianale del Montiferru “Judu”  è prodotto da piante spontanee provenienti da mirteti del territorio del Montiferru, raccolte a mano, lontane da fonti di inquinamento. Colore: rosso  scuro con riflessi violetti, profumo intenso ed evoluto, aromatico con note balsamiche di sottobosco e macchia  mediterranea, caratterizzato dal gradevole e deciso caratteristico aroma, è ritenuto un ottimo liquore con proprietà digestive. Infusione: infusione a freddo in alcool delle bacche mature, lasciate a macerare per circa due mesi, con l’utilizzo di maceratoi rotativi in acciaio, poi pressate e filtrate, senza macinarle in quanto i semi darebbero un gusto eccessivamente tannico al liquore. Diluizione e affinamento: la diluizione è fatta con acqua delle vicine fonti di San Leonardo, zucchero e senza alcuna aggiunta di aromi e/o coloranti; l’infuso ottenuto avrà un colore rosso porpora-violaceo, simile a quello delle bacche. Il processo termina con un periodo di affinamento in tini di acciaio per altri 2 mesi. Curiosità: Molto apprezzato sia dai Romani sia dai Greci, i quali facevano risalire l’origine del nome a Myrsine, favolosa fanciulla Attica che fu uccisa da un giovane rivale, da lei battuto nei giochi ginnici; la dea Pàllade allora la trasformò nell’arbusto che da lei prese il nome di Mirto. Altri, fra cui il francese Lobelius, medico e botanico del XVI secolo, volevano che il nome Myrtus fosse derivato dall’allusione al piacevole odore, simile alla Mirra, che emana dalle sue bacche. La mitologia fa del Mirto la pianta grata a Venere, alla quale era offerto come simbolo di bellezza, onore e gloria eroica, e, infatti, il vincitore degli Elèi, popolazione greca del Peloponneso, entrava da trionfatore nel tempio di Venere con il capo cinto da una corona di Mirto. Anche i Romani lo donavano in premio ai guerrieri valorosi, e di questo si trova notizia negli scritti di Plinio. Più tardi, nei secoli che precedono il cristianesimo, il Mirto diventa l’albero propiziatorio per la casa dei giovani sposi ed è perciò la pianta tipica delle feste nuziali Romane. Pare inoltre che il Mirto fosse considerato come pianta sacra a Bacco, ritenendosi che servisse a ostacolare le esalazioni alcoliche del vino, uso di cui si trova conferma in Aristòfane, antico commediografo greco. La pianta del mirto “Myrtus communis L.”, appartiene alla famiglia delle Myrtacee ed è diffusa in tutta l’area del Mediterraneo. In Sardegna esistono vastissime aree in cui il mirto cresce spontaneo ed abbondante, a livello del mare e ad altitudini montane. La fioritura avviene tra la fine di maggio e la prima metà di luglio mentre la maturazione delle bacche è compresa tra la fine di novembre e la prima metà di gennaio. La raccolta delle bacche viene fatta a mano o con l’ausilio di un pettine. I frutti, dai numerosi piccoli semi reniformi, sono di colore nero-blu (melanocarpa, dal greco mélanos = nero), anche se si possono trovare varietà con frutto bianco (leucocarpa, dal greco leukòs = bianco), entrambe descritte già da Dioscòride, medico e botanico greco. In diverse parti della Sardegna, vegetano alberi maestosi di  mirto  che costituiscono dei monumenti vegetali, naturali e paesaggistici, con dimensioni straordinarie. Il mirto è una pianta officinale, dalle bacche e dalle foglie si ricavano essenze molto importanti quali: tannini, resina e olii essenziali, con proprietà antinfiammatorie, antisettiche disinfettanti, carminative ed antifermentative. Nome Sardo: Murtizzu, Mulsta, Multa, Muta, Murta urci, Murta durci, Murta ucci, Martauccia, Mirtu, Murta, Mustha, Murtha, Musta, Mèrgiu.

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg

Brand

Distillerie Lussurgesi

Nel paese di Santu Lussurgiu, tra boschi rigogliosi e fonti d’acqua pura, la distillazione del vino conta circa duecentocinquant’anni di storia. Una tradizione tramandata per generazioni dalle donne del paese che, nelle cantine buie, sotto le strette vie del centro storico, distillavano con pazienza la profumata essenza di vino. Queste pratiche, radicate nella comunità lussurgese e apprezzate in tutta la Sardegna, nel XIX secolo furono all’origine di una vera e propria eccellenza nel campo della distillazione. Infatti, grazie agli studi e alla lungimiranza del professor Nicolò Meloni, il paese vide la nascita di una moderna distilleria, artefice della celebre Acquavite Stella e dello storico Cognac Sardegna, vincitore di numerosi premi su scala nazionale. In continuità con questo illustre passato, le Distillerie Lussurgesi hanno assunto il delicato compito di proteggere e rinnovare, giorno per giorno, il patrimonio di conoscenze di cui sono eredi.